Mi chiamo Maxim. Sono un ingegnere ucraino che vive in Italia, e il retrogaming non è solo un hobby — è qualcosa che porto con me da tutta la vita.
La mia prima console era un Subor — un clone coreano del NES — avevo circa quattro anni. Ricordo di smontare i controller con i cavi rotti, avvolgerli con il nastro isolante, e riuscire in qualche modo a farli funzionare di nuovo. Quella sensazione non mi ha mai abbandonato.
Anni dopo. PlayStation a casa di un amico. Sega da qualcun altro. Poi i computer. Poi la vita.
Nel 2020, durante il lockdown, qualcosa scattò. Tornai ai giochi che mi avevano cresciuto — e questa volta non mi limitai a giocarci. Iniziai a collezionare, restaurare e riportare in vita hardware morto.
Credo che i vecchi giochi siano arte. Non nostalgia — vera arte. Mostrano come si è evoluta la tecnologia, com'era l'innovazione prima che la parola venisse abusata, come funzionava la narrazione con 16 colori e nessun doppiaggio.
Ogni console su questo sito è passata dalle mie mani. Testata. Riparata se necessario. Ricominciata. Quando acquisti da me, non ricevi merce da magazzino — ricevi qualcosa che ho personalmente riportato dall'oblio.
Un clone NES Subor, a quattro anni. Già smontavo i controller per riparare i cavi rotti con il nastro isolante.
Il salotto di un amico, PlayStation 1, Metal Gear Solid e il tempo completamente fermo.
Il lockdown. Una console rotta su uno scaffale. Cacciavite in mano — e tutto ricominciò. Collezionare, restaurare, riportare in vita l'hardware.
Una casa vera per la collezione. E per chiunque creda ancora che i giochi siano arte da preservare.